… Mi sveglio che sono le due e realizzo che sono ancora qui, sdraiato nella piccola tendina che in questi giorni ci siamo abituati a considerare come nostra unica casa. I miei compagni a fianco a me dormono. Li invidio, vorrei anch’io riaddormentarmi, senza lasciare spazio ai pensieri. Dietro questi due sottili teli dorme lo Hielo, uno sterminato ghiacciaio, uno dei più grandi del mondo. Siamo ora un miniscolo puntino arancione sulla sua riva occidentale, e immagino di potermi vedere con google earth, semplicemente girando la rotella del mouse. Poche ore fa abbiamo traversato perpendicolarmente l’immenso mare di ghiaccio ed abbiamo potuto renderci conto della sua vastità. Poi, mentre stavamo cenando, il Cerro Torre si è concesso per qualche minuto, e per me e Luca è stata la prima volta: ci è apparso come un inaccessibile castello di ghiaccio, come quelli che vedi nei film fantasy. Uno di quei posti dove dimorano i signori del male… Siamo rimasti a bocca aperta, è davvero la montagna più bella e difficile del mondo, come molti dicono! Dopo 6 giorni che siamo in pista, tanti ne abbiamo dedicati ad arrivare sino a qua, ci è rimasta ormai un’unica cartuccia. O domani o niente, se sarà bello tenteremo la salita alla cima del Mariano Moreno… altrimenti torneremo, senza la vetta, la cosa più importante per un’alpinista. Questa notte è tutto calmo là fuori, per la prima volta in questi giorni la tenda non è piegata furiosamente dal vento e scossa da terribili rumori simili a treni in arrivo a tutta velocità… e tu ad aspettare lo schianto, ad occhi spalancati rintanato nel sacco a pelo. Un leggero ticchettio sui teli, annuncia i primi fiocchi. Si allontanano anche le nostre speranze di salire questa montagna, che da quasi una settimana caparbiamente rincorriamo, contro ogni logica di buonsenso, date le condizioni. Mai come qui in Patagonia ti senti in balia del fato, le tue chance dipendono solo dalla fortuna e dai capricci del cielo. Enrico ieri sera, vedendomi un po’ abbacchiato, ha detto che l’importante è vivere, e che in fondo stiamo vivendo una bella esperienza che ricorderemo per sempre. Ha ragione, la vetta non è così importante, è solo un retaggio dal quale non riusciamo a liberarci. Cerco di ripetermelo, mentre lentamemente i miei pensieri sfumano nei sogni… Mi trovo in un luogo sopra le nuvole, al di sopra dei venti, al sommo di eleganti creste orlate di cornici. I venti si placano improvvisamente, tutto è calmo, tanto che posso anche togliemi i guanti ed il piumino. Un mondo sterminato è ora sotto ai miei piedi. L’estasi dura però solo un attimo, forse cinque minuti, forse dieci. Mi assorbe improvvisamente il pensiero che dovrò dare tutto per tornare giù, per ritrovare quello da cui mi sono volutamente così allontanato… Sarò capace di superare ogni fatica ed ostacolo che mi si porrà davanti, pur di riprendermelo…
tratto dal sito http://www.pietradiluna.com









